"Negare o limitare i diritti significa negare la cittadinanza così come rinunciare ai diritti significa rinunciare ad essere cittadini"
NUCLEARE: I TEDESCHI CI RIPENSANO ... E NOI?
''Dopo lunghe consultazioni, c'e' ora un accordo nella maggioranza per porre fine all'energia nucleare'' ha spiegato al termine di una riunione fiume di circa 7 ore negli uffici della cancelliera Angela Merkel. La decisione, ha precisato, e' ''seria, decisiva e chiara''.
La Germania ha 17 centrali nucleari sul suo territorio e otto di queste sono attualmente in stand-by. Di quest'ultime, sette sono state fermate per tre mesi dopo il disastro di Fukushima per verifiche sulla sicurezza mentre l'ottava, quella di Kruemmel, e' da anni in manutenzione per una serie di problemi tecnici.
La decisione del governo tedesco e' una clamorosa marcia indietro. Berlino, infatti, torna di fatto ad adottare il piano di uscita dal nucleare varato dalla coalizione di centrosinistra guidata da Schroeder. Piano che la Merkel aveva annullato, prorogando la vita utile delle sue centrali. Il problema e' che nel frattempo il Paese ha perso quasi dieci anni per trovare un modo di produrre il 22% del suo fabbisogno elettrico con fonti diverse dall'atomo. Il ministro Roettgen ha rassicurato che non ci saranno blackout spiegando comunque che gli otto rettori oggi scollegati dalla rete non saranno riattivati, che altri sei reattori saranno spenti entro il 2021 e i restanti tre cesseranno la produzione entro il 2022.