"Negare o limitare i diritti significa negare la cittadinanza così come rinunciare ai diritti significa rinunciare ad essere cittadini"
CIBI APROTEICI: IL TAR ANNULLA IL DECRETO CHE PONEVA A CARICO DEI NEFROPATICI I COSTI DELLA DIETA IPOPROTEICA
Il TAR nell'udienza del 18 marzo ha annullato il decreto n.17 del 2010 a firma del Governatore pro tempore Antonio Bassolino con il quale si poneva interamente a carico delle persone con nefropatia la spesa relativa ai cibi aproteici il cui regolare utilizzo, è bene ricordare, aiuta ad allontanare nel tempo lo spettro della dialisi con tutto quello che comporta in termini di qualità della vita del dializzato e di aggravio di costi per il Sistema Sanitario Regionale.
L'elemento di novità è dato dal fatto che il TAR .....
ha evidenziato come la radicale sospensione della erogazione dei prodotti non sia l'unica soluzione possibile ma che ben si potrebbe pensare di adottare misure contributive e di sostegno "graduate nel tempo e diversificate in ragione delle capacità reddituali e delle condizioni di salute degli assistiti" nel rispetto delle risorse finanziarie disponibili. Sostanzialmente il TAR non si limita ad annullare il decreto ma indica una via percorribile che renda compatibile lo stato di dissesto finanziario delle casse regionali con l'esigenza di salvaguardare la salute delle persone con nefropatia. Il Governatore Caldoro ha ora a disposizione un ulteriore strumento per mettere a punto una soluzione che in qualche modo possa contemperare la necessità di rientrare dal deficit con l'esigenza di salvaguardare le fasce di cittadini nefropatici piu' esposte sia per motivi reddituali che per motivi di stato di avanzamento della patologia.
Si tratta solo di una tappa in quanto rientra nelle prerogative della regione Campania la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato che potrebbe, come già fatto in sede cautelare, rivedere la decisione espressa dal TAR.
Si tratta solo di una tappa in quanto rientra nelle prerogative della regione Campania la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato che potrebbe, come già fatto in sede cautelare, rivedere la decisione espressa dal TAR.